Pianificare significa mettere in atto un piano, in questo caso che riguarda le nostre disponibilità economiche presenti e future. Un piano è una serie di azioni razionali da compiere per raggiungere un determinato obiettivo. Saltare anche una sola di queste azioni può precludere il raggiungimento dell’obiettivo.
Immagina un cuoco di quelli che si vedono nelle trasmissioni televisive culinarie oggi di gran voga. Mentre si impegna dietro ai fornelli per preparare un piatto compie una serie di azioni in successione, e l’ordine con cui le compie non può assolutamente essere cambiato, così come nessuna di esse può essere esclusa dal processo.
Anche nella pianificazione finanziaria, a mio parere, ci sono 4 fasi, tutte importanti, da eseguire in un determinato ordine per raggiungere l’obiettivo.
Fase 1: Progettare
La prima cosa che deve essere chiara è la meta, o le mete, che voglio raggiungere.
Molto spesso chiedo ai miei assistiti quali sono i loro progetti/obiettivi di investimento e la risposta è: io non ne ho. So per esperienza che non è vero. A volte il mio interlocutore ha obiettivi di vita chiari e non riesce a tradurli in obiettivi di investimento. Altre volte non è consapevole delle sue esigenze e come consulente lo aiuto a farle emergere. Ognuno di noi ha delle persone e delle cose che gli stanno a cuore. La seconda domanda è: perché risparmi? Anche qui spesso mi sento rispondere: perché non si sa mai cosa può succedere. Proprio per questo è importate pianificare, per essere pronti, rispondo io. Questo perché il non si sa mai non può convogliare tutte le nostre energie finanziarie, ma solo una parte congrua. Qual è il rischio di non progettare? Principalmente non vedere realizzati i tuoi progetti e desideri. Dobbiamo imparare a dare un nome e un valore ai nostri progetti. Immagina tanti salvadanai, uno per progetto. In ogni salvadanaio inserisco le monete (se ne ho già disponibilità) che dovrò utilizzare per un dato fine. Questo mi aiuterà a separarle dal resto del mio patrimonio e molto difficilmente le userò per un’altra esigenza, soprattutto se meno importante. Ad esempio: ti sembra saggio che un genitore rompa il salvadanaio destinato a pagare l’università del proprio figlio per farsi una vacanza? Non lo farebbe mai. Ma se tutte le monete fossero in un unico salvadanaio alla voce “non si sa mai” non si farebbe problemi ad usarle. Non ha pianificato di destinare un numero di monete per suo figlio, non ha pianificato scadenze. Il rischio lo puoi immaginare. Quando al figlio serviranno quelle monete cosa troverà nel salvadanaio?

Questa dunque è la prima fase, fai un elenco dei tuoi obiettivi, progetti, desideri, bisogni, spese per il futuro.
E se non avessi oggi le monete che mi servono per il mio obiettivo di domani? Anche a questo servono i salvadanai, ad accumulare ciò che ti servirà. Questo è il risparmio: rinunciare a un piccolo consumo oggi per farne uno più grande domani. Attenzione: non è facile, servono metodo e disciplina.
Fase 2: Organizzare
Dopo aver deciso e messo per iscritto i nostri obiettivi eccoci alla seconda fase. È l’ora di mettere in ordine i progetti. A questo punto il consulente finanziario può essere utile per mettere ordine nel caos mentale del cliente e aiutarlo a reinstallare il proprio futuro con l’obiettivo di offrire soluzione di investimento partendo dai suoi bisogni. Per mettere ordine possiamo farci aiutare dalla linea della vita. Si tratta di definire per ogni progetto un orizzonte temporale e calcolare il budget necessario a raggiungerlo.
Basta anche un semplice fogli con 4 colonne. Nella prima colonna riporta i tuoi obiettivi e nella seconda aggiungi il budget necessario. Nella terza completa lo schema con gli anni mancanti al raggiungimento di quel progetto e nell’ultima colonna riporta l’età che avrai quando il progetto dovrà essere realizzato. La compilazione ti aiuterà in prima battuta a capire se i tuoi obiettivi sono realizzabili, se cioè hai le relative risorse o comunque il tempo necessario per crearle. Ti aiuterà anche a capire cosa è realmente importante per te perché potrai renderti conto che non tutti i tuoi bisogni potranno essere soddisfatti. Infine avrai uno scadenzario, fondamentale per proseguire con la tua pianificazione.
Fase 3: Agire
Nelle prime due fasi non abbiamo fatto altro che mettere il proverbiale nero su bianco. Ora è tempo di fare sul serio, passare dalle parole, dai progetti, ai fatti. E’ giunta l’ora di accendere il motore e partire in direzione della nostra meta. Quindi: cosa metti nei tuoi salvadanai?
Quando ti addentri in un mondo poco conosciuto la prima cosa da fare è conoscerne le regole principali e i concetti fondamentali. Anche uno volta che avrai innalzato il tuo livello di conoscenza potrebbe essere non facile scegliere quale strumento sia adatto a te e ai tuoi obiettivi in un mare di possibilità. Al mondo esistono migliaia di prodotti, ognuno dei quali può essere declinato in diverse forme. Esistono titoli, azioni e obbligazioni, fondi comuni di investimento, etf, gestioni patrimoniali, prodotti assicurativi, etc. etc.. Insomma: un labirinto.
A volte le persone mi chiedono: allora dimmi, qual è il tuo miglior prodotto? Cosa mi puoi proporre? La mia risposta è: il mio miglior prodotto è la consulenza. Può sembrare una risposta a effetto ma in realtà è proprio così. Gli strumenti di investimento non possono essere catalogati in buoni o cattivi a prescindere. Possono invece essere adeguati o meno al cliente e al suo scopo. Penso che non ci siano dubbi sul fatto che la Ferrari produca alcune tra le automobili più belle al mondo. Ma se mi servisse un mezzo per trasportare cataste di legna a un rifugio di montagna dubito che me ne potrei servire, sarebbe meglio una Fiat Panda 4×4.
Come fare? Affidarsi a uno specialista, potendo dialogare con lui in maniera consapevole, è sempre la migliore opzione. Tra le variabili fondamentali da tenere in considerazione per la scelta degli strumenti d’investimento troviamo il tempo e la propensione al rischio.
4 fase: Controllo
L’ultima fase è quella che molto spesso viene tralasciata, soprattutto da chi svolge un’attività più assimilabile alla vendita che alla consulenza. I nostri progetti finanziari, una volta partiti, potrebbero in alcuni casi arrivare a compimento senza particolari problemi. Non sempre però. Noi siamo in continuo cambiamento, così come i mercati finanziari, così come le leggi del nostro paese. In un mondo estremamente dinamico come quello moderno il monitoraggio del percorso è fondamentale per favorire la gestione di momenti di difficoltà, per poter cogliere eventuali opportunità, per controllare che i nostri investimenti siano sempre adeguati al nostro profilo di rischio o anche solamente per capire se si è in linea con la tabella di marcia. Non solo, il controllo attivo ci permette di affrontare il viaggio con più calma e fiducia. Anche in questo caso il fai da te è complicato e l’aiuto di un consulente, preparato e quotidianamente impegnato in questo mondo, può fare la differenza.
Buona pianificazione!


