Le cose bella vanno protette, sembra una banalità ma sei sicuro che tutto ciò che è importante nella tua vita sia adeguatamente tutelato? Ogni fase della nostra vita nasconde rischi o insidie, alcune ponderabili, altre imponderabili. La possibilità di subire un danno o una perdita purtroppo è sempre dietro l’angolo.
Se parliamo di patrimonio posso dirti che un buon consulente è presente in tutte le fasi di vita del suo assistito, dalla fase di accumulo del capitale, a quella della protezione dello stesso per finire con il passaggio generazionale. Non possiamo sapere se e cosa accadrà, ma possiamo sicuramente prevenire.
La protezione del proprio patrimonio implica innanzitutto una mappatura preventiva dei rischi tipici. Ad esempio rischi professionali, famigliari, la salute, eventuali garanzie e debiti per arrivare al rischio successorio.
Prova a chiederti: la mia asset allocation attuale copre da tali rischi la mia famiglia e il mio patrimonio?
Come dico sempre: prima le persone. E anche in questo caso, per attuare una strategia adeguata, dobbiamo partire da lì: è necessaria una mappatura del cliente e della sua famiglia. Per costruire un buon progetto è necessario partire dalla persona e dall’analisi della sua realtà famigliare. Ricorda che oggi il concetto di famiglia è molto cambiato rispetto al passato e sono nati così nuovi rischi da prevenire.
In questo articolo voglio porre l’attenzione sulla mappatura della realtà famigliare e i rischi ad essa connessi. In particolare parlerò delle coppie di conviventi.
Partiamo dalla convivenza. Devo dire che purtroppo i conviventi non sono per nulla tutelati, basti pensare a qualche caso famoso, come quello di Marco Alemanno, convivente di Lucio Dalla, o la compagna del calciatore Davide Astori, Francesca Fioretti. Un passo avanti è stato fatto nel 2016 con la legge Cirinnà, che permette di registrare la convivenza presso l’ufficio dell’anagrafe della città di residenza. La registrazione rende pubblica la convivenza e attribuisce ai partner alcuni diritti, ad esempio la possibilità di decidere per le cure mediche del partner, il diritto di visita in ospedale e la possibilità di rimanere nella casa famigliare dopo la morte del partener per un periodo proporzionale alla convivenza. Uno step ulteriore sono i contratti di convivenza, anch’essi entrati in vigore il 5 giugno 2016 grazie alla Legge Cirinnà, rappresentano un’ulteriore garanzia che permette alla coppia di “disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune”. Come per la registrazione all’anagrafe, i conviventi non sono obbligati a stipulare il contratto, ma il documento permette loro di stabilire delle regole che saranno ufficialmente riconosciute a loro tutela. Il contratto consente inoltre di scegliere la comunione dei beni come regime patrimoniale di coppia.
Un ulteriore rischio dei conviventi è di tipo successorio. In mancanza di testamento ai conviventi, seppur registrati, non spetta nessun diritto ereditario. Si può ben capire che situazione si verrebbe a creare nel caso di premorienza di uno dei due conviventi. Il convivente rimasto in vita non erediterebbe nulla, quote dell’immobile in cui vive potrebbero andare a persone al di fuori del suo nucleo famigliare. Nel caso di presenza di un minore poi interverrebbe un giudice tutelare che andrebbe interpellato in continuazione per ogni singola operazione riguardante il patrimonio. Si possono dunque verificare casi in cui si rimane soli, magari con un mutuo da pagare e un minore da crescere, addirittura con persone che ereditano parte dell’immobile in cui viviamo.
I casi Dalla e Versace
Il 1 marzo del 2012 è venuto mancare improvvisamente il cantautore italiano Lucio Dalla. La sua eredità multimilionaria, non avendo lasciato Dalla alcuna disposizione, è andata a cinque cugini di quarto grado., unici eredi legittimi ( non legittimari, che quindi sarebbero potuti essere esclusi con un semplice testamento). Nulla è spettato allo storico compagno del cantante, Marco Alemanno, che ha dovuto anche abbandonare la casa dove aveva risieduto fino a quel momento. Un caso simile ma che ha avuto un esito totalmente diverso è quello che riguarda lo stilista Gianni Versace, che aveva previsto i rischi e pianificato la sua successione. Oltre a lasciare una parte importante del suo patrimonio ai suoi nipoti diede disposizione per garantire un assegno da 50 milioni di lire al mese al suo compagno Antonio D’Amico, nonché il diritto di vivere nelle splendide case di Milano, Miami e New York.
Come puoi vedere sono diverse le insidie a tutela del convivente ed è necessario muoversi e pianificare strategie adeguate di prevenzione


