Dopo diversi mesi torno a scrivere di passaggio generazionale e tutele. Come ho scritto in uno dei primi articoli di questa sezione ( https://www.finanzaumanistica.it/passaggio-e-convivenza-generazionale-questione-di-tutele/) quando trattiamo di questo tema stiamo parlando soprattutto di tutele. Tutela dei nostri affetti, di noi stessi e del nostro patrimonio. Come nell’articolo dedicato ai conviventi partiamo dal prendere atto di come l’idea che abbiamo della “famiglia” si è profondamente modificato negli ultimi trent’anni. Attenzione, non solo il concetto di famiglia e il modo in cui lo percepiamo si è evoluto, ma anche nella realtà i nuclei famigliari che compongono la società in cui viviamo sono molteplici.
Tra i clienti che assisto una categoria ben presente è quella dei separati, che hanno di base esigenze e bisogni, nell’ambito della gestione del loro patrimonio, del tutto simili a quelle che riscontro ogni settimana svolgendo la mia professione. Ne hanno però alcune specifiche, soprattutto in ambito successorio. Se nel caso dei conviventi l’esigenza può essere quella di inclusione nell’asse ereditario di un individuo che per successione legittima resterebbe fuori, nel caso dei separati l’esigenza è opposta, cioè quella di esclusione. La volontà cioè è quella di escludere, nei limiti consentiti dalla legge, il mio ex-coniuge.

LA SEPARAZIONE
Quando una coppia affronta un momento di crisi può succedere che la conseguenza sia la separazione. È una fase temporanea che può sfociare con il divorzio o con la riconciliazione. La separazione può essere consensuale, se è richiesta dai coniugi congiuntamente, o giudiziale se è richiesta da un coniuge nei confronti dell’altro.
Attenzione: se i coniugi erano in comunione di beni, passano al regime di separazione dei beni.
E in ambito successorio che diritti ha il coniuge separato? E quello divorziato? La risposta spesso sorprende qualcuno, sì perché al coniuge separato spettano gli stessi diritti successori spettanti al coniuge non separato. Unico caso in cui non vale questa regola è che la separazione sia stata giudiziale con addebito di colpa. In caso di separazione senza addebito di colpa, come ad esempio nel caso di separazione consensuale, i diritti successori dei coniugi separati rimangono uguali a quelli dei coniugi uniti in matrimonio, anche per quanto riguarda il diritto alla legittima. Come detto, spesso in questo caso la volontà è quella di ridurre al minimo la quota spettante all’ex coniuge, o quella di tenerlo fuori da alcuni asset famigliari strategici, ad esempio quelli aziendali, dove l’ingresso di una persona indesiderata potrebbe portare a conseguenze devastanti.
In questi casi una corretta pianificazione porta a privilegiare ad esempio i figli invece dell’ex e ha preservare asset immobiliari e aziendali. Tutela degli affetti e tutela del patrimonio.
I diritti successori cessano solo con il divorzio. Il coniuge divorziato potrà soltanto richiedere al Tribunale un assegno periodico a carico dell’eredità nel caso in cui si trovi in stato di bisogno e non si sia risposato. Questo può essere anche riconosciuto anche con un assegno una tantum. Il diritto all’assegno si estingue se il beneficiario si risposa o viene meno il suo stato di bisogno.
Un piccolo accenno anche alla pensione di reversibilità, la legge prevede il diritto alla pensione di reversibilità nella misura del 60% della pensione percepita; qualora l’ex coniuge abbia altri redditi, questa percentuale potrebbe essere diminuita. E il TFR? L’ex coniuge ha il diritto a ricevere il TFR e l’indennità di mancato preavviso.
Una delle armi principali a nostra disposizione è la quota disponibile. Di cosa si tratta? È una quota del nostro patrimonio di cui la legge ci permette di disporre in maniera totalmente libera. È una percentuale che varia a seconda della nostro situazione familiare e del numero di eredi legittimari (cioè che non possono essere esclusi e a cui spetta una quota minima detta legittima).
Nel caso di successione legittima la quota disponibile chiaramente non viene utilizzata. Per usufruirne è necessario pianificare la successione in modo che, una volta tutelati gli eredi legittimari con la quota di legittima, posso indirizzare liberamente la quota disponibile.
Può essere utilizzata in questo caso per diminuire la quota spettante all’ex coniuge.


