Finanza Sostenibile, un ossimoro possibile

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Sostenibilità. Tutti ne parlano. È un tema che (fortunatamente a mio avviso) si è imposto negli ultimi anni ed è salito alla ribalta nel dibattito sul mondo in cui viviamo e sul futuro che lo attende. La sensibilità verso le tematiche ambientali e la compatibilità dei nostri stili di vita con le necessità della terra che abitiamo sta crescendo, è fuori di dubbio.

Ma di cosa parliamo quando parliamo di sostenibilità? A mio avviso di futuro. E nel mio lavoro, come potete immaginare, parlo sempre di futuro.

Anche in ambito economico finanziario questa parola è sempre più presente. Che sia solo una moda? Molti lo credono, io no. Certo, qualcuno la utilizza solo per attirare l’attenzione, qualcuno come strumento di marketing, ma si tratta di un processo di consapevolezza che non è più negoziabile.  Non si può negare infatti che dietro a questo termine ci sia grande sostanza, e che oggi per gli investitori più consapevoli esistano, rispetto al passato, una serie di opportunità di investimento sostenibili.

Finanza sostenibile. Queste due parole associate a volte fanno storcere il naso o nascere un sorriso, perché qualcuno associa il mondo della finanza molto distante da concetti come il prendersi cura di qualcuno o qualcosa. Nella cultura italiana ad esempio, che ha radici profondamente cattoliche, spesso il denaro è visto come una cosa non buona e l’arricchirsi come un’azione malvagia. In realtà tutta la differenza sta nel come si fanno le cose.

La Finanza Umanistica deve essere anche Etica, dunque avere come punto di riferimento il benessere della persona e del mondo in cui vive. Significa che devo investire per il mio benessere futuro, e quello delle persone a me care, e nello stesso tempo fare del bene anche agli altri. Bello, no? E anche possibile.

Nel mondo della finanza sostenibile una delle etichette più utilizzate, che spesso vi sarà capitato di incrociare, è ESG. Cosa significa? Dietro a queste tre lettere si nasconde un intero universo di significati.

Enviroment ( ambiente).  La prima lettera si riferisce a fattori ambientali, legati all’inquinamento, ai cambiamenti climatici, allo sfruttamento delle risorse del pianeta.

Social ( sociale). I fattori sociali sono quelli legati ad esempio al cambiamento demografico, al rispetto delle diversità, alla sicurezza sui luoghi di lavoro.

Governance ( governo). L’ultima lettera si riferisce al “come” un’azienda viene gestita, quindi ai processi di gestione aziendali, alla trasparenza nei confronti del mercato, all’etica nella remunerazione dei manger.

 

Come potete leggere non si tratta solo di ecologia, c’è molto di più. Significa anche rispettare le persone, i dipendenti, gestire le aziende in maniera corretta, etica e trasparente.

Investire in uno strumento finanziario ESG significa entrare in un processo dove le aziende vengono scelte non solo in base alla tradizionale analisi finanziaria e al loro potenziale futuro, ma tenendo ben presenti anche i fattori ambientali, sociali e di governance. In questa scelta ad esempio assume un peso anche il settore in cui si opera e il rispetto di norme e standard internazionali (es. il Global Act).

Ma la finanza sostenibile fa guadagnare? L’idea comune è quella che non ci sia ricchezza con la sostenibilità.  Questo è un mito da sfatare, cioè la credenza che investire in maniera etica porti meno risultati che avere le mani libere di mettere i soldi ovunque si vuole. In realtà la consapevolezza che queste tematiche ormai non rappresentino più un’opzione ma una via obbligata da percorrere ha portato tutta l’industria del risparmio ad aderirvi, le aziende compatibili con questi criteri a moltiplicarsi e le masse investite a crescere in continuazione.

L’adozione di questi principi ha portato le imprese che li hanno adottati a ottenere ottimi risultati finanziari. Insomma: l’approccio sostenibile giova anche al portafoglio. Confrontando l’indice msci kld 400 social index (indice che include società con standard esg elevati) con un altro indice azionario ( ad esempio lo S&P 500) è possibile vedere come il primo abbia preformato addirittura meglio del secondo.

No, non si tratta di una moda, ma di una reale opportunità per investire in maniera profittevole e dare una mano a noi stessi, alle persone e al pianeta.

Che dite, vale la pena farci una chiacchierata per approfondire l’argomento?

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