Investire il proprio denaro significa avere a che fare con i mercati, questo è sicuro. E quando si ha a che fare con i mercati la domanda principale è sempre la stressa: cosa faranno i mercati? Scenderanno e saliranno? Di conseguenza: meglio entrare, uscire o aspettare?
Queste domande mi vengono rivolte spesso dai miei assistiti, soprattutto quelli che ho iniziato a seguire da poco e che quindi non hanno ancora confidenza con i concetti di orizzonte temporale e pianificazione. Sì perché questa domanda ha alla base un grosso malinteso, cioè che il consulente finanziario sia un professionista che sa prevedere l’andamento dei mercati, quindi in un certo senso il futuro.
Nella storia dell’uomo, sin dall’antichità, sono sempre esistite figure famose per prevedere il futuro. Passando dai sacrifici di animali all’oroscopo siamo sempre stati tentati di sapere cosa succederà, in modo da trarne vantaggio.
Da dove nasce questa credenza?
Credo che siano tre le cause di questo fraintendimento di cui cade vittima chi conosce poco i mercati o forse è ingordo di rendimenti. Un primo motivo è che alcuni consulenti finanziari amano presentarsi effettivamente in questo modo, come gestori super tecnici che sanno interpretare dati e dinamiche, che hanno le intuizioni giuste e che sanno cosa succederà nei mercati. Io stesso ne ho conosciuti diversi.
Il secondo motivo è la confusione che spesso si crea tra la figura del consulente e quella del millantatore, cioè chi promette guadagni stratosferici, spesso con il trading, sventolando slogan altisonanti. Venditori dunque, di piattaforme, di metodi collaudati, di segreti che pochi conoscono. Il consulente finanziario pratica un altro sport, aiuta il suo assistito a pianificare, lo accompagna e lo consiglia su come proteggere il patrimonio, non solo su come farlo crescere, sfruttando anche le occasioni che i mercati presentano, certo.
Terzo: mi piace pensare che anche un certo tipo di narrazione hollywoodiana abbia avuto il suo ruolo nella creazione dello stereotipo del consulente che sa cosa farà un titolo nell’immediato futuro.
Dobbiamo quindi rinunciare a fare previsioni?
Certo che no, soprattutto i gestori devono farlo. E’ compito loro compiere scelte tattiche e strategiche sulla composizione dei portafogli che gestiscono. Hanno studiato per farlo, si avvalgono di interi team per farlo, hanno a disposizione centinaia di dati in tempo reale per farlo. Eppure anche loro lavorano per scenari, dal più probabile al meno probabile, e spesso sbagliano.
E se il nostro denaro fosse gestito da una scimmia?
Ma veniamo al titolo. Se le consegnassimo una moneta e lei si affidasse al solo lancio della stessa per fare previsioni dei mercati cosa succederebbe ai nostri soldi? Qualcuno l’ha fatto, e ora ti racconterò com’è andata.
Il Cxo Advisory group qualche hanno fa ha fatto una ricerca ( svolta in modo molto serio) prendendo in considerazione 6582 previsioni riguardanti l’indice S&P500 fatte da 68 esperti di mercati azionari tra il 2005 e il 2012. Le hanno confrontate con le previsioni fatte da una scimmia con una moneta e la scimmia ha vinto con un 50% di previsioni azzeccate contro un 47% dei guru. Incredibile! O forse no?
Senza entrare nei dettagli del risultato la ricerca è interessante perché ci permette di capire che è sostanzialmente impossibile indovinare sempre l’andamento dei mercati, e ci riporta sull’importanza della pianificazione e protezione dei patrimoni finanziari. Cercare di prevedere l’andamento dei mercati e continuare a variare la propria asset class può essere più dannoso che proficuo.
Il rischio di overconfidence
L’overconfidence è un bias ( pregiudizio) di tipo cognitivo che ti porta a sopravvalutare le tue capacità rispetto a quelle degli altri. Alcuni investitori ne sono colpiti, chi fa trading e leggendo due titoli sul giornale pensa di sapere cosa farà un determinato titolo ad esempio. Purtroppo anche alcuni consulenti ne sono colpiti. Questo porta a prendere decisioni con estrema sicurezza senza valutare bene le possibili conseguenze. Purtroppo anche in caso di scelte sbagliate a ripetizione l’individuo in overconfidence tende a scaricare le colpe all’esterno, mentre si attribuisce tutto il merito quando matura un profitto.
In conclusione non ti consiglio di farti seguire da una scimmia, ma solo di stare attento alle facili promesse, alle scorciatoie .Non affidarti alle previsioni, alle ipotesi. Investi, progetta e diversifica con l’aiuto di un consulente preparato che ti sappia portare strategia e metodo


