Qualche tempo ho pubblicato il primo capitolo di questa saga, in cui scrivevo che quando si parla di trading il verosimile prende il sopravvento sulla narrazione. Terminavo l’articolo con la promessa di svelarvi i tre principali motivi per cui i trader italiani maturano spesso, nel lungo periodo, perdite. Vediamoli insieme.
Il primo motivo è di natura tecnico-geografica: il mercato italiano (la borsa, come viene chiamato da molti) e un mercato rionale se paragonato ad altri mercati. Oltre a essere poco capitalizzato è uno dei mercati che ha avuto le peggiori performance negli ultimi 20 anni e di conseguenza è molto lontano dai massimi del 2000, che in altre nazioni sono già stati raggiunti e superati. Questo è un problema perché la maggior parte dei nostri compatrioti non pensa assolutamente di fare “acquisti fuori casa”, ma compra titoli azionari di aziende italiane, magari di aziende che credono di conoscere (ad. esempio la loro banca o la multinazionale per la quale lavorano), di cui hanno letto qualche notizia sul giornale, di cui hanno sentito parlare la mattina bevendo il caffè al bar.

Al primo errore è strettamente correlato il secondo. Si tratta di una delle trappole mentali studiate dalla finanza comportamentale: HOME BIAS.
Facciamo un passo indietro. Cos’è la finanza comportamentale? Quando parliamo del nostro patrimonio dovremmo essere in grado di prendere delle decisioni che sono nel nostro maggior interesse, per il presente ma anche per il futuro. Dovremmo valutare le alternative in maniera obiettiva, saper analizzare i dati a nostra disposizione. Sfortunatamente ciò non sempre accade, perché non siamo delle macchine. Ecco dove entra in scena la finanza comportamentale. Osservando i comportamenti degli investitori ci si è resi conto che spesso sono irrazionali. Prendiamo decisioni con il cuore e con la pancia, poco con la testa. Tra i vari comportamenti dannosi nella gestione del proprio denaro c’è appunto l’home bias.
Si tratta di un errore basato sul pregiudizio di famigliarità, di vicinanza. È una scorciatoia che ci fa credere che un investimento in un’azienda italiana, del nostro settore, o di un’azienda con cui abbiamo un qualsivoglia tipo di collegamenti, sia migliore di altri. Un’idea che non si basa su nessun dato o ragionamento razionale.
Passiamo ora ad analizzare il terzo e ultimo motivo. Ve lo scrivo sin da subito, anche questo non riguarda i mercati, ma semplicemente un comportamento errato. La questione è questa: la maggior parte delle perdite maturate in ambito finanziario, escludendo i casi di truffa naturalmente, sono generate dai comportamenti dell’investitore, e non dei mercati. Sto parlando dell’illusione di controllo: cioè pensare di controllare o di prevedere l’andamento del prezzo di un determinato bene quando in realtà queste dinamiche non sono prevedibili, lo dimostrano anni di studio. A questo proposito vi consiglio l’articolo “E se facessimo gestire il nostro denaro a una scimmia che lancia una moneta?
Avete mai visto una pubblicità sul trading in cui si cerca di vendervi sistemi sicuri per fare un sacco di soldi o metodi collaudati per guadagnare in borsa? Il web ne è pieno in effetti. La domanda che io mi faccio è: perché una persona che ha trovato un metodo sicuro per guadagnare vuole condividere con me la sua scoperta? E poi: perché a pagamento? Uno che ha un metodo di trading sicuro guadagnerà già a sufficienza, che bisogno ha di perdere tempo ed energie nella vendita e promozione del suo metodo?
Lascio a voi le risposte. Per quel che mi riguarda non ho ancora capito come prevedere il futuro, ma ciò nonostante con strategia e pianificazione so che i risultati arrivano. Ma ricordate: non esistono scorciatoie.


