Qualche giorno fa, leggendo un libro sulla gestione del tempo e dei processi (Detto Fatto di David Allen, ve lo consiglio), mi sono imbattuto in un’espressione interessante che viene ripresa dall’autore in un passo del libro. È un modo di dire che viene utilizzato nelle arti marziali: mizu non kokoro, che significa una mente come l’acqua.
La cultura orientale utilizza spesso brevi espressioni che nascondono profondi e variegati significati. Questa in particolare viene utilizzata per raffigurare tre stati mentali: calma paziente, estrema prontezza e adattabilità alle situazioni. Ma, entrando in profondità, cosa significa avere la mente come l’acqua?
Provate a immaginare di trovarvi di fronte a uno stagno e di gettarvi un sasso, un’azione che senz’altro avrete fatto decine di volte in passato. Nel momento in cui il sasso colpirà la superfice dello stagno darà vita a delle increspature che saranno adeguate al peso dello stesso e alla forza con cui lo abbiamo lanciato. Questo perché l’acqua non reagisce né troppo poco né troppo, e dopo pochi secondi tutto tornerà calmo e fermo, imperturbabile.
Un secondo aspetto collegato a uno specchio d’acqua è che la superfice piatta riflette in maniera accurata l’immagine di qualsiasi cosa gli si avvicini, mentre se ci fossero increspature o onde darebbero vita a delle immagini distorte, poco comprensibili.
Infine, aspetto da non sottovalutare, l’acqua può prendere qualsiasi forma, si adatta al luogo fisico in cui si trova. Possiamo costringerla a cambiare corso, ma non possiamo turbarla o sottometterla.

Colui che è saggio vive con la semplicità dell’acqua. Questa non si inchina a nessuno, oppure permane immutabile ed eterna. Si adegua ad ogni recipiente senza sminuirsi di valore, con il freddo si indurisce come il diamante. È fragile ed impetuosa, utile ed armoniosa. Porta con sé la linfa vitale del divenire, senza superbia né vanità. (da “I 10 principi della saggezza”)
Come dicevo ho scoperto questa espressione leggendo un libro, e mentre passavo su quelle righe è nato in me, quasi in maniera istantanea, questo pensiero: l’investitore come l’acqua. Perché? Il motivo è semplice, le tre caratteristiche che ho elencato prima, applicate a un investitore gli porterebbero grande giovamento, permettendogli di evitare una serie di errori fatali per la sua pianificazione finanziaria, di sfuggire alle trappole mentali ed emotive studiate a lungo dalla finanza comportamentale.
Viviamo in un mondo che viaggia a una velocità incredibile: tutta cambia in continuazione, i mercati cambiano in continuazione, noi cambiamo in continuazione! Avere una buona capacità di adattamento ci farebbe evitare ansie, preoccupazioni, ci terrebbe lontano da decisioni prese d’impeto e “di pancia”. Vogliamo parlare della giusta reazione? Ricordate l’esempio del sasso? Reagire in maniera adeguata a ciò che accade intorno a noi e di cui non abbiamo potere (ad esempio l’andamento dei mercati finanziari, su questo argomento vi consiglio la lettura di mio articolo https://www.finanzaumanistica.it/i-tre-elementi-uno-che-intervengono-ne-processo-di-creazione-del-rendimento/) ci aiuterebbe a non disperare nei momenti difficili, quando in cui i prezzi scendono e qualcuno dice che continueranno a scendere, quando un tweet di Trump o chi per lui sembra destinato a far crollare i nostri titoli. E viceversa ci terrebbe anche distanti da facili, e pericolosi, entusiasmi. Bolla dei titoli tecnologici e Bitcoin a fine 2017 vi dicono qualcosa? Insomma ci eviterebbe scelte di cui a posteriori potremmo pentirci.

Investitore come l’acqua. Mantenere una mente calma, avere padronanza di sé è importante non solo nelle arti marziali, ma in molti aspetti della nostra vita, tra cui la gestione dei nostri soldi.
Pianificare il nostro patrimonio per obiettivi e avere accanto un consulente preparato può aiutare ad avvicinarsi sempre più allo stato della mente come l’acqua, calma, limpida, che non si fa sovrastare e sa aspettare con pazienza la vittoria, il proprio piano finanziario che si realizza.


