Rischio-Rendimento: i nemici-amici che devono andare d’accordo nel nostro portafoglio di investimento

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Rendimento, rischio, diversificazione. Parole che sentiamo spesso nominare quando parliamo di portafogli finanziari. Una delle prime cose che ci viene detto quando si parla di finanza è che il rischio e il rendimento sono simmetrici: più rischio sono disposto a tollerare nel mio portafoglio più rendimento potenziale potrò maturare nel corso del tempo. Tutto ciò è corretto, ma spesso succede che queste due forze non siano ottimizzate, cioè ricaviamo meno rendimento rispetto al rischio che ci siamo presi in carico. E’ quello che spesso capita con chi opera in singole azioni e magari trova un periodo o un anno buono. Tipicamente mentre parliamo dei mercati mi dicono: lo scorso anno comprando questo titolo io ho guadagnato il 10%. Guardano solo il rendimento conseguito, senza metterlo in relazione al rischio corso ( oltre al rischio mercato anche il rischio specifico legato al singolo titolo). Al che, altrettanto tipicamente io rispondo: bravo, però pensa che se avessi comprato un fondo indicizzato sullo stesso mercato, quindi correndo addirittura meno rischio, avresti guadagnato il 15%.

La prima domanda che dovremmo porci è: sto ottenendo un rendimento in linea con il rischio che sto correndo? Spesso sento parlare di rischio e rendimento come due forze distinte, in realtà sono strettamente legate tra loro.

Quando acquistiamo un strumento finanziario stiamo acquistando rischio, non rendimento come molti vogliono farci credere.

A questo proposito oggi vorrei parlarvi di Harry Markowitz, premio nobel per l’economia nel 1990 e definito il padre della moderna teoria di costruzione dei portafogli.
Molto spesso incontro potenziali clienti che si affrettano a dirmi: mi raccomando, io non voglio rischiare nulla. Ma quando poi affrontiamo il tema dei rendimenti storcono il naso: vorrei avere un guadagno atteso più elevato, mi dicono.
Anche Markowitz conosceva bene questo meccanismo, infatti nelle sue ricerche partì dall’assunto che l’investitore di base è avverso alle perdite, ma di contro se investe significa che mira al rendimento.

L’economista non dice che possiamo guadagnare molto mantenendo un rischio basso, ma ci insegna che rischio e rendimento possono sicuramente essere ottimizzati.

Attraverso i suoi studi infatti è arrivato a definire il modo in cui queste due forze possono trovare un rapporto ottimale. E come?
Lo strumento è l’asset allocation, letteralmente l’allocazione degli investimenti, cioè da che strumenti è costituito il mio portafoglio e in che modo sono mixati. L’asset allocation è uno dei servizi che un buon consulente finanziario dovrebbe offrire ai propri clienti. Marcowitz  sarà il primo a dimostrare che la soluzione è trovare un mix di titoli che combinati nella giusta maniera minimizzino il rischio e massimizzino i profitti. Si è infatti soffermato a capire che relazioni esistono tra un titolo e un altro dando vita al concetto di correlazione, di cui tanto spesso mi sentono parlare i clienti che assisto.

Avere tanti strumenti in portafoglio non significa avere un portafoglio diversificato.

Se questi strumenti sono altamente correlati, cioè si muovono allo stesso modo durante una condizione di mercato specifica, significa che non sto per nulla diversificando.
Immaginate per un attimo di essere un’azienda con 1000 clienti, potreste pensare di aver ben diversificato e che se anche qualcuno dei vostri clienti dovesse essere in difficoltà e smettere di pagarvi pagare il rischio per voi sarebbe basso. Ma se i vostri 1000 clienti operassero tutti in un medesimo settore, e quest’ultimo andasse in crisi mettendoli in forte difficoltà, avere 10 o 1000 clienti non cambierebbe nulla, sareste nei guai perchè tutti i vostri clienti avrebbero problemi nel medesimo periodo

 

“ Non mettete tutte le uova nello stesso paniere”, H. Marcowitz

Quindi è importante nella costruzione di un portafoglio tenere presente le influenze reciproche tra gli elementi che lo compongono, e quanto ogni singolo strumento eserciti un peso nei confronti del rischio e del rendimento.
L’asset allocation è un aspetto imprescindibile oggi nella consulenza finanziaria.

E la vostra banca cosa vi dice in merito?

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