Negli ultimi anni abbiamo sentiamo spesso parlare di Bitcoin, criptovalute, fintech, Blockchain e chi più ne ha più ne metta, con il rischio concreto di confondere le cose e rimanere invischiati in un terreno poco conosciuto. Non basta un articolo per dispiegare la matassa di questo mondo, ma forse posso aiutarvi a fare luce su uno degli aspetti che più avrà impatto nel nostro futuro: la blockchain.
Blockchain: ne avete già sentito parlare?
Iniziamo a fare un po’ di chiarezza: mentre Bitcoin è una valuta “digitale” ( o criptovaluta) Blockchain è la tecnologia che sta alla base delle transizioni di Bitcoin. Sono quindi due cose differenti, diverse a tal punto che ad esempio molti detrattori di Bitcoin guardano invece con interesse e ammiccano a Blockcain. Vedremo tra poco quali sono i motivi di questo apprezzamento. Partiamo dal fatto che questa tecnologia potenzialmente ha ambiti di applicazione molto ampi, dato che può essere utilizzata per registrare e certificare qualsiasi tipo di transizione, non solo quelle tra Bitcoin.
L’idea di base sta nell’usare la crittografia, cioè codici matematici, per garantire la sicurezza delle transazioni economiche, senza affidarsi a istituzioni. Si tratta dunque di transare valore in modo sicuro. Nella vita di tutti i giorni, ogni volta che qualcosa di valore passa “di mano”, c’è qualcuno o qualcosa tra le due parti che garantisce la transazione, può essere ad esempio la nostra banca, un circuito di pagamento, o un notaio.
Se ci pensate, in un mondo dove tutto passa attraverso istituzioni e certificatori, parliamo di un concetto rivoluzionario.
Si tratta infatti di un registro digitale ( una ” catena di blocchi”) che si aggiorna ogni 10 minuti con tutte le ultime transazioni e classifica i dati in ordine cronologico aggiungendo di volta in volta nuovi “blocchi” alla catena. Naturalmente la catena racchiude già tutte le precedenti transizioni. Si tratta inoltre di un registro aperto, diffuso tra più soggetti, senza un’entità centrale di controllo. Insomma parliamo di un sistema trasparente e sicuro perché le informazioni della catena sono immutabili, cioè non possono essere alterate o cancellate, e vengono certificate da tutti gli appartenenti alla rete.
L’affidabilità è appunto data dall’ampio consenso dovuto al numero di partecipanti che possono visualizzare il registro senza potervi intervenire direttamente ( per fare una modifica servirebbe il benestare di almeno il 51% dei nodi connessi), e questo lo rende trasparente e non modificabile. E’ la rete che legittima le transizioni e non un ente centrale, e questo permette di saltare intermediari diminuendo costi e tempi.
Nel mondo fioriscono ogni giorno start up che offrono consulenza e servizi su questa tecnologia, e siamo solo all’inizio. Anche in Italia le aziende in questo settore si stanno moltiplicando, ad esempio nel mondo dei pagamenti digitali e nella finanza.
Pensate che tutte le principali istituzioni finanziarie hanno dato avvio a partnership con aziende del settore o stanno cercando di dotarsi delle competenze necessaria al loro interno. Questo per non venire travolte da un cambiamento epocale e farsi trovare pronte invece a cavalcarlo.
Se bitcoin ha la sua personale blockchain ad esempio Ethereum è una piattaforma dove è possibile appoggiarsi per creare sistemi peer-to-peer di contratti intelligenti. Una tecnologia a portata di chiunque abbia una buona idea.
In una società che si sta muovendo verso soluzioni cashless ( senza uso di contanti), l’utilità di questa tecnologia è evidente. Nell’ambito dei pagamenti, ad esempio, la Blockchain potrebbe facilitare i micropagamenti a basso costo.
Ampliando lo sguardo possiamo dire che in tutti i settori dove avvengono compravendite di beni Blockchian potrebbe agevolare, velocizzare e garantire, quasi fosse un “ notaio elettronico”.
Nell’industria finanziaria, nella quale opero, potrebbe avere un impatto notevole nel prossimo futuro. In un mondo come quello dei mercati dove si fanno milioni di transizioni ogni giorno potete immaginare cosa significa disporre di una tecnologia così sicura, a basso costo e che potrebbe rendere le compravendite di strumenti finanziari pressoché immediate, senza bisogno di garanti e passaggi intermedi di certificazione delle operazioni.
Non solo aziende e settori privati però. Uno dei temi principali è sicuramente la regolamentazione. Negli ultimi anni i governi e le istituzioni, dopo una iniziale diffidenza, iniziano a comprendere le opportunità e di conseguenza la necessità di avere regole precise e chiare.
Non ci resta che attendere che questa tecnologia entri, presto o tardi, a fare parte delle nostre vite.


