Passaggio generazionale:
problema o opportunità?

Come consulente patrimoniale posso dire che il tema del passaggio generazionale è il tema più importante che affronto con i miei assistiti, perché da esso derivano a cascata una serie di scelte riguardanti la gestione del patrimonio. E’ un elemento che influisce in modo decisivo sulla pianificazione patrimoniale e dunque dobbiamo considerare la questione. Di contro è uno dei temi meno sentiti dai risparmiatori, un po’ per mancanza di consapevolezza e un po’ per scaramanzia. Sembra scontato dirlo ma la nostra “dipartita” è una delle poche certezze che abbiamo, se non l’unica. Non c’è nulla da fare, non siamo immortali.

Parliamo di qualcosa che accadrà in futuro, non c’è dubbio, ma cercherò di farti capire perché è importante affrontare la questione oggi, qui e ora. La domanda che ti faccio è: chi deciderà? Chi deciderà del tuo patrimonio e delle persone che ti stanno a cuore?

“ Il miglior modo per predire il futuro è crearlo”

ABRAMO LINCOLN

La successione: la fine o l’inizio?

La successione si apre al momento della morte nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto. Esistono due tipi di successione: legittima e testamentaria.

Lasuccessione legittima è una forma standardizzata e si verifica quando il de cuius ( defunto) non lascia testamento, oppure se quest’ultimo è ritenuto non valido. In questo caso si realizza in relazione al grado di parentela e ogni erede subentra in una percentuale dell’asse ereditario. Il patrimonio del defunto viene devoluto ai parenti del defunto a partire da quelli a lui più vicini (figli e coniuge) e via via fino a quelli più lontani sino al sesto grado di parentela ( vedi tabella pagina successiva). Nel caso in cui non vi siano parenti entro il sesto grado l’eredità si devolve a favore dello Stato. Chi decide? Il codice civile, nello stesso identico modo per tutti.

Lasuccessione testamentaria, come dice il nome stesso, si verifica invece in presenza di testamento. In questo caso è l’individuo che rende note le sue volontà. Chiunque voglia disporre consapevolmente del proprio patrimonio deve optare per questa scelta. In questo caso chi decide? Il de cuius.

La situazione in Italia

I dati purtroppo ci dicono che in Italia solo 2 successioni su 10 vengono pianificate e per le restanti è il codice civile, come si diceva, che decide per noi. In altri paesi, ad esempio l’Inghilterra, le percentuali sono esattamente ribaltate.

I motivi di questi dati sono da ricercarsi in due motivi principalmente, uno di natura culturale e uno di natura mentale. Partiamo da quest’ultimo, lo potremmo chiamare rimozione scaramantica. Molti pensano che sia meglio non pensare a quel momento, rimandano la decisione compiendo così un grave errore.

L’altra causa, quella di natura culturale, è dovuta alla idea diffusa che solo chi è in possesso di grandi, enormi, patrimoni debba pianificare il proprio passaggio generazionale.

Le conseguenze di questa scarsa propensione a pianificare

 Le conseguenze, che analizzerò in maniera approfondita nei prossimi articoli sono diverse. La prima è sicuramente di natura relazionale. Ognuno di noi conosce famiglie che si sono sfasciate per questioni ereditarie, e non sempre si trattava di patrimoni milionari.

La seconda è di natura fiscale. Non pianificare significa rinunciare a ottimizzare il carico fiscale, quindi pagare più tasse!

La terza è di natura famigliare ma anche sociale e riguarda le imprese. Un passaggio generazionale non gestito all’interno dell’industria porta spesso l’azienda a chiudere, con conseguente impoverimento del gruppo famigliare e perdita di posti di lavoro.

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