Durante gli incontri che faccio con i clienti e le aziende che assisto nella pianificazione finanziaria una delle frasi che spesso dico è: i mercati sono controintuitivi.
Una cosa intuitiva, lo sappiamo, può essere compresa senza bisogno di conoscerla a fondo o avere qualcuno che ce ne spieghi il funzionamento. Già da qui abbiamo la prima evidenza: i mercati non sono così, occorre naturalmente conoscerli per andare a giocarci una partita e non possiamo affrontarli con leggerezza. Ma la questione ha altri due livelli che voglio approfondire con voi.
SIAMO ESSERI EMOTIVI
Molti investitori vanno sul mercato ignorando cosa dovranno affrontare, ma anche quando conoscono le regole base tendono a dimenticare di essere creature emotive, che sotto stress tendono a sbagliare. Oscilliamo tra paura e avidità. Uno dei principali atteggiamenti che possono danneggiarci è che siamo sempre ben disposti a comprare, o aggiungere denaro, quando i mercati salgono e mai quando scendono, dove in verità spesso vorremmo vendere e scappare. Non è molto logico. In un mercato che si muove a cicli l’ideale sarebbe comprare ogni volta che i prezzi scendono.
Oltre a questo esistono altre trappole emotive che possono spingerci a compiere decisioni sbagliate, come seguire le mode del momento per paura di rimanere esclusi da un affare che altri stanno cogliendo.
https://www.consob.it/web/investor-education/errori-e-trappole-comportamentali
MENO È MEGLIO
Qui a mio parere sta il cuore della questione, del perché secondo la mia opinione i mercati sono controintuitivi. Alcuni comportamenti logici, che applichiamo a molte attività, nei mercati non funzionano e sono dannose. Ad esempio, come esseri umani impariamo sin da bambini che più ci diamo da fare e più otterremo risultati, ed è vero! Più studio più apprenderò una materia e i miei voti saranno alti, più mi alleno in uno sport più le mie performance miglioreranno, più mi prenderò cura del mio orto più questo darà frutto. Logico, no?
Nella gestione del proprio portafoglio però vige un’altra regola, controintuitiva: meno è meglio. Non capiamo che, se abbiamo già una strategia efficace, spesso non fare nulla è la migliore cosa da fare. Rincorrere i mercati cercando di prevedere il futuro, comprare e vendere, saltare da un investimento all’altro per ricercare rendimento crea solo danni alle nostre finanze. Secondo una ricerca condotta da Fidelity Investments, oltre che da Vanguard, gli investitori che ottengono le migliori performance sul mercato sono quelli che si dimenticano di aver investito.
Più aumentano quindi le visualizzazioni del portafoglio, più aumentano le probabilità di perdere soldi, visto le maggiori tentazioni che ci accompagnano insieme alle oscillazioni di mercato. Meno è meglio quando investiamo. L’iperattività colpisce gli investitori ma spesso anche consulenti, per questo dico di diffidare quando la banca o il consulente consigliano spesso dei cambi di strategia o strumenti.
Ho scritto altre volte di come anche i gestori di fondi, persone preparate e con strumenti di analisi molto evoluti, che paghiamo per vendere e comprare titoli, nella maggior parte dei casi non riescono a battere il loro mercato di riferimento, che va avanti per la sua strada.
In definitiva il nostro piano deve essere lasciato andare per la sua strada, a patto che sia però ben studiato e strutturato!


