Pesateci bene: tutti i giorni (o quasi) usiamo del denaro: per pagare un caffè, per fare un bonifico, per fare rifornimento alla nostra automobile. Eppure questi gesti così semplici hanno alle spalle millenni di storia. Una storia fatta di tecnologia (tecniche applicate per la soluzione di problemi pratici) ed evoluzione.
L’uomo, già nell’antichità, capì che il benessere passava inevitabilmente dal riuscire a scambiare valore e commerciare con i propri simili, e per questo si diede da fare per creare tecniche utili a comunicare e appunto scambiare valore. Con il tempo, il progredire della civiltà, le opportunità sempre maggiori di viaggiare, queste tecniche si sono evolute e affinate. Partendo dal semplice baratto, che nel tempo mostrò tutti i suoi limiti, passando per le conchiglie rare ( utilizzate in Asia e in Africa come moneta di scambio) arrivando poi a utilizzare materiale raro o difficile da contraffare (argento e oro). È qui che arriviamo alla moneta, utilizzata e diffusa in gran parte dall’Impero Romano. Le monete dell’Impero Romano avevano raffigurato il volto dell’imperatore che le coniava, un uso che serviva a comunicare chi aveva di controllo, il potere e chi ne garantiva il valore. Questo mi dà l’opportunità di introdurre un concetto fondamentale quando si parla di moneta, cioè il concetto di fiducia: ci deve essere un organismo superiore, spesso statale, che impone l’utilizzo della moneta e la garantisce in modo che tutti possano usarla con tranquillità.
Facciamo un salto avanti fino al medioevo: il mondo economico si espande grazie al commercio tra stati. Le monete mostrano dei limiti: sono difficili da proteggere, costose da trasportare, sono pesanti, possono essere rubate. Nascono in questo periodo le banche commerciali: aziende con i mezzi per proteggere l’oro lasciato in deposito dai clienti, che aprono diverse sedi nelle città commercialmente più attive. Le banche anziché farti trasportare il forziere di monete ti permettono di depositare l’oro presso una filiale, avere in cambio un documento che certifica questo deposito che ti dà il diritto di ritirare monete presso tutte le altre filiali: un’idea geniale e rivoluzionaria.
L’Europa cresce e nel 1700 inizia a circolare la carta moneta. Un altro punto fondamentale che va ricordato è che in tutto questo periodo, sino al ‘900, il denaro è intrinsecamente legato all’oro. Il denaro emesso è grossomodo legato all’oro dentuto nei forzieri di chi lo emette. Questa pratica prende il nome di gold standard.
Questo sistema si incrina però con le guerre mondiali. È la guerra l’evento patrimonialmente più impattante per uno stato, la spesa cresce a dismisura e c’è necessità di maggiore moneta che vada a finanziare i costi del conflitto. Il gold standard finisce definitivamente con gli accordi di Bretton Woods: gli USA, usciti vincitori dal secondo conflitto mondiale, si offrono di detenere e proteggere tutte le riserve di oro delle banche centrali occidentali. Cosa chiedono in cambio? Gli altri Stati devono impegnarsi a usare il dollaro come valuta ufficiale per gli scambi globali e a mantenere un cambio stabile nei confronti del biglietto verde. In pratica tutte le valute erano legate al dollaro che a sua volta era legato all’oro. In poche parole se uno stato avesse voluto avrebbe potuto in qualsiasi momento scambiare i dollari che deteneva con l’oro depositato negli Stati Uniti. Questo è un colpo di genio che permette agli USA di divenire la potenza economica predominante perché tutti gli scambi internazionali ormai si fanno con la loro moneta. Dopotutto chi controlla quanto oro c’è a fort knokx e quanta valuta viene emessa dalla federal reserve? Gli USA potevano emettere quanta valuta volessero, fatto contestato spesso dalla Francia e dalla Gran Bretagna, esportando di fatto la loro inflazione al resto del mondo.
https://www.youtube.com/watch?v=mSXNs5CfRdA
Ancora una volta è una guerra a far entrare in difficoltà questo sistema, quella del Vietnam. Gli Stati Uniti hanno bisogno di stampare dollari per sostenere le spese militari, ma di contro non acquistano oro a copertura di tutta la nuova moneta stampata. Le potenze europee fiutano la cosa e iniziano a chiedere la restituzione dell’oro in cambio di dollari. Nixon si trova in difficoltà e in quel momento con un atto unilaterale e in diretta tv dichiara che gli accordi sono temporaneamente sospesi (non furono mai ripristinati).
Il Gold Standard viene sostituito dal Fiat Standard ( fiat= creato dal nulla e non coperto da riserve di altri materiali). Molti oggi credono ancora che dietro alla moneta ci sia ancora oro, ma non è così. Le banche centrali ai giorni nostri stampano valuta a loro piacimento (il famoso quantitative easing), creando denaro dal nulla. Una delle conseguenze di questo sistema ad esempio è stata l’esplosione del debito pubblico.
Anche il turbolento 2022 dei mercati finanziari vede tra le sue cause la manipolazione della moneta operata dalle banche centrali.
Facciamo ora un cambio di visuale. Nel 1990 un gruppo di scienziati inizia a preoccuparsi del controllo che ci sarebbe potuto essere da parte del mondo digitale, che iniziava la sua espansione, verso il cittadino e studia dei codici con lo scopo di creare uno strumento che garantisca la privacy. Inventano la crittografia digitale: applicare un codice a informazioni che possono poi essere lette solo da chi ha le istruzioni per decifrare il codice. Se avete visto qualche film di spionaggio saprete che è sempre esistito il sistema dei codici crittografici per proteggere informazioni riservate.
Una delle sfide che però questi scienziati non riescono a risolvere è creare del denaro digitale crittografato: come creare una moneta che non sia duplicabile all’infinito? Un elemento digitale, ad esempio un file, può essere riprodotto in una copia identica all’originale, e questo per una moneta è un grosso problema perché permetterebbe la doppia spesa, cioè utilizzare lo stesso denaro, duplicandolo, per diverse transazioni. Insomma non si arriva a una vera e propria soluzione.
Nel 2008 il fallimento Lehman ci insegna come la finanza sia diventata pericolosa e per salvare il salvabile viene stampata, appunto, una quantità enorme di moneta.
E’ allora che Satoshi Nakamoto ( lo pseudonimo della persona o delle persone che hanno creato Bitcoin) pubblica il white paper ( un documento scientifico) in cui parla di Bitcoin. Nakamoto riesce dove gli altri avevano fallito: trova un modo per combinare tecnologia peer to peer ( una rete informatica dove tutti i nodi sono connessi tra loro senza scala gerarchica) e crittografia.
( continua…)


