In questi giorni sono impegnato in una lettura che sta destando in me molto interesse, si tratta del libro Antifragile di Nassim Taleb. Taleb è un filosofo empirico, ricercatore e anche trader sui mercati finanziari. In un passo del libro l’autore scrive:
“Molte cose, come le società, le attività economiche, i mercati e i comportamenti culturali sono costruzioni umane, ma crescono in modo autonomo fino a raggiungere una sorta di auto-organizzazione. […], hanno molti punti in comune con gli organismi viventi.”
Questo passo è tratto da un capitolo dove Taleb sta parlando della differenza tra sistemi complessi e sistemi complicati. I primi sono sistemi dove c’è grande interdipendenza tra le parti e andare a toccare una di queste può dare vita a una serie di reazioni non prevedibili. L’esempio che porta l’autore è quello dell’ecosistema: se dovessimo eliminare ( in passato alcuni popoli l’hanno fatto con conseguenze disastrose) una determinata specie animale perché ritenuta dannosa porterebbe i suoi predatori a morire di fame e le sue prede aumenterebbero senza controllo causando danni all’ecosistema. Anche il corpo umano ad esempio è un sistema complesso. I sistemi complicati invece sono perlopiù meccanici (ad esempio la lavatrice) e funzionano in modo lineare. Ogni parte è poco connessa con le altre, se non per la semplice catena di processo, e se toccata da moto a conseguenze prevedibili e circoscrivibili.
Da qui Taleb muove diverse riflessioni.
- È difficile in un sistema complesso stabilire con certezza le catene di cause-conseguenze, e spesso lo si tenta di fare una volta che queste sono già avvenute. Questo rende molto difficile applicare la logica che comunemente usiamo per comprendere, e riparare, una lavatrice o altri aspetti della nostra vita.
- I sistemi complessi ci trasmettono informazioni tramite fattori di stress: c’è qualcosa che non funziona e questo crea una tensione. I sistemi complessi però progrediscono grazie ai fattori di stress, e superata la fase critica ne escono irrobustiti. Oppure ci trasmettono informazioni tramite il dolore: quando facciamo qualcosa di sbagliato il nostro corpo spesso ci avvisa in questo modo.
- Una parte tipica dei sistemi complessi è che sono composti da una certa dose di caos e disordine.
Dunque se possiamo paragonare i mercati finanziari a organismi viventi, possiamo dire che si tratta di sistemi complessi. Da qui anche io voglio fare alcune riflessioni. La prima è che sono normali periodi di stress e disordine, e non è pensabile avere una stabilità continua. Una stabilità continua tenuta in piedi in modo artificioso porterebbe ad accumularsi una serie di tensioni che esploderebbero in maniera incontrollata.
Se un po’ di caos è normale senza strategia ci si fa del male: non possiamo capire in tempo reale cosa sta scatenando cosa e la durata e l’entità delle conseguenze che si presenteranno, e infatti i mercati non sono prevedibili. Se una lavatrice si guasta il tecnico rileva il problema, cambia un pezzo e la macchina ricomincia a lavorare come prima. Nei mercati non funziona così.
Non possiamo affrontare i mercati con le logiche ( ahimè spesso lo facciamo) con cui ci avviciniamo a un sistema complicato perché ci troviamo di fronte a un sistema complesso in cui le parti sono molto connesse una all’altra. Alcune situazioni o trend che si innescano sui mercati non si possono “riparare” dall’oggi al domani e è necessario semplicemente accettarle e lasciarle scorrere. A volte dobbiamo accettare semplicemente il fatto che non possiamo capire i movimenti di breve termine.
Così come è sconsigliato riempirsi di farmaci ogni volta che pigliamo un raffreddore, non possiamo reagire con un’azione ogni volta che qualcosa si muove nel nostro portafoglio, altrimenti faremmo più danno che altro. A volte basta solo attendere che le tensioni si risolvano da sole.
Non sappiamo cosa succederà nei prossimi mesi, cosa porterà questa inflazione che rimane alta, dove finiranno le tensioni geopolitiche, che sarà del mercato azionario, di quello obbligazionario ( in questi giorni in forte discesa), ma possiamo essere pronti ad affrontare tutto questo con strategia e prendere vantaggio, dove è possibile, dalle situazioni di disordine e caos.


