Cosa centrano i bitcoin con i tulipani

Nell’autunno del 2017, mentre come di consueto incontravo i miei assistiti per fare con loro il punto nave della loro pianificazione personale, molti mi chiedevano informazioni sui Bitcoin. Cosa sono? Come funzionano? Come posso comprarli?

Dopo avergli spiegato, nel modo più semplice possibile, di cosa si trattava, raccontavo loro dei tulipani. I fiori.

 

Mi chiederete, come del resto facevano loro: cosa centrano i Bitcoin con i tulipani?

Il tulipano fu introdotto in Europa nella metà del 1500, e verso la fine del secolo ne fu avviata la coltivazione in Olanda, dove divenne una merce preziosa, un bene che i mercanti e i borghesi dovevano possedere. La domanda di tulipani superò l’offerta e quindi i prezzi iniziarono a salire. Il mercato dei bulbi si espanse a tal punto che nessuno ne voleva rimanere escluso, quindi molti vendettero addirittura immobili per commerciare e speculare in questo ambito. Oltre ad acquistare bulbi veri e propri si arrivò addirittura a pagare per bulbi che ancora dovevano essere piantati, stabilendo un prezzo ex ante ( una specie di contratto derivato). Dal 1635 anche le classi meno abbienti iniziarono a entrare nel mercato dei bulbi, ritenuto solido e di grande prospettiva. La voglia di partecipare ai guadagni speculando sui prezzi fu come gettare benzina sul fuoco. Si innescò una lunga catena di contratti in cui nessuno controllava che gli acquirenti avessero i soldi per pagare e che i venditori disponessero realmente della quantità di bulbi che s’impegnavano a vendere. E così a partire dal 1636 i prezzi crebbero a dismisura, tanto che un singolo bulbo arrivò a costare quanto un salario di un anno e mezzo di un muratore. Tutto fino al 1637, quando bastò che una singola asta andasse deserta per creare panico tra gli investitori e far crollare i prezzi quasi del 90%, che da febbraio a marzo tornarono ai valori di inizio 1535. Il mercato dei tulipani cessò di esistere.

Questo episodio è noto come la Bolla dei tulipani, il primo crack finanziario della storia.

Il prezzo dei tulipani nel biennio 1636-1637

Cos’è una bolla finanziaria?

Si parla di bolla quando il prezzo di un determinato bene o beni appartenenti allo stesso settore subisce un rialzo repentino e improvviso, destinato poi a scoppiare come una bolla, “sprofondando” in breve tempo.

 

Oltre a quella dei tulipani, la più antica che si conosca, altri esempi di bolla sono stati ad esempio quella dei titoli tecnologici a fine anni 90, quella immobiliare dello scorso decennio o quella più recente, appunto, dei Bitcoin. Come si riconosce una bolla? Basterebbe semplicemente osservare il prezzo del bene e il fatto che si stia impennando in maniera preoccupante, ma dovete sapere che la bolla è caratterizzata da grande euforia degli investitori relativa al bene in oggetto. Tutti iniziano a parlarne, tutti vogliono sapere e iniziano a chiedere, se ne parla dal macellaio, al bar. Proprio come facevano i miei assistiti a fine 2017. Cosa stava succedendo? Era in atto un’ondata speculativa che stava dando vita a una bolla ingiustificata. E la bolla alla fine è scoppiata, infatti nel corso del 2018 il loro valore è sceso di ben 80 punti rispetto ai massimi.

Le analogie nelle dinamiche dei prezzi dell’indice Nasdaq dal 94 al 02 e del Bitcoin dal dal febbraio del 2017 al febbraio del 2018
( Fonte: Il Sole 24 Ore)

 

Il mio consiglio? Pianificare in maniera corretta gli orizzonti temporali dei propri investimenti e rispettarli, diversificare, ricordarsi che non esistono pasti gratis e stare alla larga dalle facili promesse.

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