Un vecchio adagio dei maghi recita: il trucco c’è ma non si vede. Lo spettatore naturalmente vede solo l’effetto del trucco, cioè il gioco di prestigio. Anche per i rischi spesso è così. Ce ne sono di visibili e percepibili, come ad esempio il covid 19, di cui tutti giustamente si preoccupano, e ne esistono altri più subdoli, nascosti, ma comunque molto pericolosi. Sono un consulente finanziario, pianifico strategie di gestione di patrimoni e parlo quotidianamente con i miei assistiti di rischio, che è una parte gestibile ma non eliminabile del processo che noi chiamiamo “investire”. In questi giorni ne ho approfittato per riflettere sul concetto di “rischio” e sulla percezione che ne hanno gli investitori.
Prima di entrare nel merito di questo argomento voglio però voglio fare due premesse. La prima: il nostro cervello spesso sovrastima alcuni rischi e ne sottostima degli altri. Ad esempio molti hanno paura a viaggiare in aereo ma viaggiano tranquillamente sulla loro automobile ogni giorno, mentre osservando i dati si può vedere che l’aereo è di gran lunga più sicuro dell’automobile. Seconda premessa: gli italiani sono un popolo notoriamente sotto-assicurato. Pensate che nel 2019 la spesa per media per le assicurazioni che coprono il rischio di decesso o invalidità è stato di 4,8 miliardi contro i 107 miliardi(!) spesi per i giochi d’azzardo (fonte Ufficio Parlamentare di Bilancio). Eppure vi assicuro che è molto più probabile che si verifichi il primo evento piuttosto che il secondo.
Entriamo ora nel merito della gestione del nostro patrimonio e dei rischi che lo minacciano. Incontro e parlo con decine di investitori ogni mese e spesso dai miei incontri di consulenza emerge che l’unico rischio da cui chi ho di fronte crede di doversi difendere è la volatilità, cioè la variazione dei prezzi di un determinato bene o investimento. I mercati azionari vengono ritenuti ad esempio rischiosi, cioè volatili, perché le escursioni dei prezzi possono essere molto ampie anche in breve tempo (in negativo ma anche in positivo naturalmente). Visto che è dimostrato dalle neuroscienze che la sofferenza per una perdita provoca un dolore doppio rispetto alla gioia dovuta a un guadagno di pari importo tutti sono avversi alle perdite e molto attenti al rischio di volatilità, cioè a quanto rapidamente e profondamente può variare il controvalore dei propri investimenti. Certo, è un aspetto che va gestito, importante. Ma non è il solo.
Se pensiamo a un iceberg potremmo pensare a una serie di altri punti di attenzione per il nostro patrimonio che si collocano al di sotto della linea d’acqua. . Sono meno visibili durante la navigazione, ma presenti e pericolosi, basti ricordare la fine che ha fatto il Titanic. Sono come il trucco del mago, ne vediamo solo l’effetto, quando ormai il trucco si è concluso ed è troppo tardi. Esistono altri rischi finanziari oltre alla volatilità, ad esempio il rischio di credito (vedi le obbligazioni delle banche andate fallite negli ultimi anni in italia). In questo articolo però scriverò di quali sono i rischi non finanziari a cui prestare attenzione durante la pianificazione del nostro patrimonio.
Vediamone 4 insieme.
1. Rischio di lunga vita. Ci si pensa poco, ma vivere a lungo può rappresentare una criticità per il nostro patrimonio. L’aspettativa di vita, complice le buone condizioni in cui viviamo e i progressi della medicina, si allunga sempre di più. Il rischio di sopravvivere al proprio capitale non è un’evenienza così remota. Ci chiediamo mai quale sarà la nostra pensione? Abbiamo delle rendite integrative su cui potremo contare? Possiamo avere anche un capitale importante, ma basandosi sul nostro tenore di vita attuale o desiderato, quanto può durare prima di esaurirsi nel caso le nostre uscite superassero le nostre entrate? Abbiamo inserito nella nostra pianificazione finanziaria un progetto per questa precisa esigenza o teniamo tutto il denaro sul conto corrente? Abbiamo un piano di previdenza integrativa?
2. Rischio di breve vita. Esatto, è il contrario di quello che abbiamo appena visto. Dai numeri che vi ho dato prima (la spesa del 2019 per assicurazioni che coprono il decesso) si capisce che c’è molta strada da fare per sensibilizzare gli italiani su questo tema. Qui parliamo di tutele. Non di tutela personale come nel caso del pericolo di lunga vita, ma ad esempio tutela del coniuge, dei figli minorenni o di altre persone care. Il tema dei figli minori viene spesso dimenticato con conseguenze devastanti.
3. Rischio di danni a beni o patrimonio. Qui stiamo parlando delle fondamenta. È inutile costruire una casa se al primo vento crollerà. Sudiamo una vita per accumulare un patrimonio, per comprare un immobile, per realizzare i nostri sogni, e poi basta un singolo evento futuro, incerto, non prevedibile e rischiamo di perdere tutto. Non parlo di perdere qualche punto percentuale come può accadere (nel breve periodo) durante una fase negativa dei mercati, ma di perdere tutto. Un consulente assicurativo con il quale collaboro mi racconta spesso di quando il figlio di una sua cliente giocando in un negozio di elettrodomestici ha trascinato a terra e distrutto 3 tv al plasma. Per fortuna la signora era assicurata. Le aggressioni al nostro patrimonio possono avere diverse cause e possono essere anche di grande entità, dobbiamo proteggerci.
4. Rischio creditori. In questi giorni alcuni clienti che assisto mi chiamano perché purtroppo le loro attività sono in difficoltà e vogliono rispolverare con me alcuni passaggi che riguardano la protezione del loro patrimonio personale dai rischi aziendali. Sono stati bravi a seguire i miei consigli in passato e al temine del “ripasso” mi salutano con sollievo quando dico loro che possono stare tranquilli. Anche se sono ottimi imprenditori, e sono sicuro che ce la faranno, hanno capito che ci sono eventi e forze su cui non abbiamo controllo e che possono impattare sul loro patrimonio aziendale e famigliare.
Arriva un momento in cui è troppo tardi e non si può più fare nulla, ma è in nostro potere pensare per tempo da cosa e come possiamo proteggere noi e il nostro patrimonio. La finanza umanistica parte dalle persone, e questi aspetti sono imprescindibili per la nostra tranquillità presente e futura.


